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  Tradizioni
Panificazione: Il periodo dell'anno in cui si procedeva alla panificazione corrispondeva con l'arrivo della stagione invernale, quando cioè le famiglie si trovavano riunite e gli animali erano rientrati dagli alpeggi.

La cottura del pane si effettuava una sola volta all'anno e costituiva l'appuntamento comunitario più importante: un appuntamento a cui nessuno poteva permettersi di mancare!

L'accensione del fuoco nel forno richiedeva organizzazione e solidarietà ma si presentava come un momento di aggregazione e di allegria tra tutte le famiglie di ogni villaggio. La panificazione si protraeva per settimane senza interruzioni essendo indispensabile che il forno non si raffreddasse.

Le donne impastavano la farina di frumento, talvolta con l'aggiunta di segale, e poi lasciavano fermentare la pasta. Quindi plasmavano dei pani rotondi e pietti, sui quali ogni famiglia imprimeva il suo marchio. Raggiunta la temperatura necessaria venivano infonati con una pala di legno.Con l'ultima infornata si cuocevano le “flantse”, sorta di piccoli pani dolci, piatti e sottili, riproducenti forme stilizzate di animali, bambole: una leccornia offerta ai bambini in prossimità del Natale.

Tutti si aiutavano e collaboravano. Erano momenti spensierati in cui le risate scoppiavano per un niente!

Spesso anche la segale veniva coltivata direttamente dalle famiglie.

Il pane ottenuto veniva messo ad essiccare nel sottotetto su tavoli o su appositi ratelier in legno.

Ancor oggi la tradizione viene ripetuta da alcune famiglie, naturalmente con esigenze ben diverse, e per l'occasione viene utilizzato il forno di Saquignod.

 Corvées: Annualmente in primavera, con la ripresa dei lavori in campagna, venivano organizzate le corvées, ovvero i lavori comunitari obbligatori.

I proprietari dei fondi serviti dai Ru si riunivano per la pulizia e manutenzione straordinaria dei canali irrigui in modo da garantire la funzionalità dell'opera nel corso della stagione estiva.

Allo stesso modo esistevano anche le corvées per la manutenzione dei sentieri che all'epoca rappresentavano importanti vie di comunicazione.

 
Transumanza: Tecnica usata in allevamento per utilizzazione dei foraggi in ambiente montano tramite lo spostamento della mandria in stalle poste a diverse fasce altitudinali.
I fabbricati rurali sono divisi in diversi tramuti (“tramails”) di cui il primo è generalmente il più importante perché è il punto di arrivo della monticazione (“inarpa”) e di partenza della demonticazione (“desarpa”). La suddivisione in tramuti corrisponde alla necessità di utilizzare convenientemenet tutti gli erbaggi della montagna, di conseguenza l'epoca dello spostamento è vincolata al diverso periodo di maturazione dei pascoli e alla loro estensione.
I pascoli estivi predominano ad un'altitudine che va dai 1800 ai 2400 m s.l.m. e in alcuni casi superare i 2800 m s.l.m.
Il tramuto che arriva alla quota più elevata viene chiamato “Tsa”.
 
 Festival del Vien de Nus: dal 1967 si svolge a maggio, promuove il famoso vino locale “Vien de Nus” che merita una particolare menzione per l'ottima qualità.
 
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